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Il cenacolo di studi “Dietrich Bonhoeffer” nasce dal desiderio, coltivato per se stessi e offerto umilmente a tutti, di promuovere quel senso di qualità che ci preserva dal vuoto e dalla massificazione; con Bonhoeffer diremmo dal tempo perduto e dalla stupidità, intese come “il processo (…) per cui, sotto la schiacciante impressione prodotta dall’ostentazione di potenza, l’uomo viene derubato dalla sua indipendenza interiore e rinuncia così più o meno inconsapevolmente, ad assumere u atteggiamento personale di fronte alle situazioni che gli si presentano”. Da questa constatazione, dall’avvertire anche noi come sia facile e diffusa la trappola della stupidità, non nasce però un giudizio di condanna, ma l’esigenza di capire, di capire come si evolvono processi e avvenimenti, di capire come si conserva la libertà interiore e come si ritessono i fili tenui ma preziosi delle consapevolezze e delle maturazioni che ci rendono uomini e cittadini. È uno sguardo critico che nasce da un amore appassionato, ma è anche un amore che rifugge dalle semplificazioni e dai sentimentalismi. Ecco perché il cenacolo si è avviato e si presenta nella sua specificazione convinta di essere anzitutto luogo di studio. Ma anche cenacolo, a indicare che la ricerca, l’approfondimento, il confronto lo avviamo in uno stile semplice, cordiale, tipico del pasto e della conversazione tra amici che vivono la gioia di stare insieme e condividono passioni, tensioni, consapevolezze. Cenacolo di studi “Dietrich Bonhoeffer” perché diventa esemplare la figura di questo teologo luterano che ha letto in profondità il proprio tempo, il tempo della secolarizzazione e della modernità che non ha più bisogno di un Dio tappabuchi, ma anche il tempo della massificazione che si intreccia con la malvagità del nazismo. Uno che ha voluto capire ma anche uno che si è esposto, uno che poteva stare al riparo in America e che invece è ritornato in Germania a condividere le sorti del suo popolo, uno dei pochi tedeschi che ha reagito ad Hitler e ha pagato di persona (è stato giustiziato il 9 aprile del 1945 a Flossemburg). Uno che ha consegnato alla sua ricerca nella profondità dello studio, nella concretezza dei suoi gesti, nella umanità e delicatezza delle sue relazioni personali testimoniate nelle sue lettere. Un riferimento, quello a Bonhoeffer, per dire che il cenacolo di studi vuole intrecciare riflessioni e vita, collocandosi in questo tempo, in questo territorio concretamente situato in un quartiere di Modica che richiama un ethos popolare ricco di valori, dei pregi e dei difetti tipici di una convivenza che si muove tra relazioni intense e non anonime, con una interazione tra armonia degli edifici e la vivacità delle gioie e delle angosce quotidiane. Se questo è il senso, chi sono i destinatari? Tutti coloro che portano in se ricerche profonde e accettano la fatica di una comprensione lenta e profonda, tutti coloro che al numero, al risultato, alla carriera, all’immagine preferiscono la qualità di una maturazione, di un parto che è pieno di incognite ma anche che è esercizio di cura, di premura, di sacrificio, di oblatività nascosta e gratuita. Con una particolare attenzione ai giovani, nella convinzione che non sono solo vuoti e banali ma che sono capaci di cammini seri e significati.
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