|
Opere di Dietrich Bonhoeffer
L’edizione critica delle opere di Dietrich Bonhoeffer (ODB) è stata pubblicata in lingua italiana dall’editrice Queriniana e comprende i seguenti volumi:
1. Sanctorum Communio a cura di Joachim von Soosten 2. Atto ed essere a cura di Hans-Richard Reuter 3. Creazione e caduta a cura di Martin Rüter, Ilse Tödt 4. Sequela a cura di Martin Kuske, Ilse Tödt 5. Vita comune – Il libro di preghiera della bibbia a cura di Gerhard L. Müller, Albrecht Schönherr 6. Etica a cura di Ilse Tödt, Heinz Eduard Tödt, Ernst Feil, Clifford Green 7. Frammenti da Tegel a cura di Renate Bethge, Ilse Tödt 8. Resistenza e resa a cura di Eberhard Bethge, Renate Bethge, Christian Gremmels
Di seguito vengono riportati alcuni brani delle opere di Dietrich Bonhoeffer
|
|
|
Chi sono io? Chi sono io? Spesso mi dicono
Chi sono io? Spesso mi dicono
Chi sono io? Anche mi dicono
Sono io veramente ciò che gli altri dicono di me? cosa?
Chi sono io?
(Dietrich
Bonhoeffer, da
RESISTENZA E RESA,
|
|
|
" Io vorrei parlare di Dio non ai confini ma nel centro, non nella debolezza ma nella forza, non nella morte e nella colpa ma nella vita e nella bontà dell'uomo. Giunto ai limiti, mi pare meglio tacere e lasciare irrisolto l'irrisolubile. La fede nella risurrezione non è la soluzione del problema della morte. L'aldilà di Dio non è l'aldilà delle nostre possibilità di conoscenza. La trascendenza della gnoseologia non ha nulla a che fare con la trascendenza di Dio. Egli è al di là in mezzo alla nostra vita. La chiesa non risiede là dove la capacità dell'uomo non ce la fa più, ai confini, ma in mezzo al villaggio " ("Resistenza e resa", lettera 16.7 del 1944).
Per me è nuovamente evidente che non dobbiamo attribuire a Dio il ruolo di tappabuchi nei confronti dell'incompletezza delle nostre conoscenze; se infatti i limiti della conoscenza continueranno ad allargarsi - il che è oggettivamente inevitabile - con essi anche Dio viene continuamente sospinto via, e di conseguenza si trova in una continua ritirata
Dobbiamo trovare Dio in ciò che conosciamo; Dio vuole esser colto da noi non nelle questioni irrisolte, ma in quelle risolte. Questo vale per la relazione tra Dio e la conoscenza scientifica. Ma vale anche per le questioni umane in generale, quelle della morte, della sofferenza e della colpa. Oggi le cose stanno in modo tale che anche per simili questioni esistono delle risposte umane che possono prescindere completamente da Dio. Gli uomini di fatto vengono a capo di queste domande - e così è stato in ogni tempo - anche senza Dio, ed è semplicemente falso che solo il cristianesimo abbia una soluzione per loro. Per quel che riguarda il concetto di " soluzione ", le risposte cristiane sono invece poco (o tanto) cogenti esattamente quanto le altre soluzioni possibili. Anche qui, Dio non è un tappabuchi; Dio non deve essere riconosciuto solamente ai limiti delle nostre possibilità, ma al centro della vita; Dio vuole essere riconosciuto nella vita, e non solamente nel morire; nella salute e nella forza, e non solamente nella sofferenza; nell'agire, e non solamente nel peccato. La ragione di tutto questo sta nella rivelazione di Dio in Gesù Cristo - Egli è il centro della vita, e non è affatto " venuto apposta " per rispondere a questioni irrisolte. (tratto da Resistenza e Resa)
“Io vorrei parlare di Dio non ai confini ma nel centro, non nella debolezza ma nella forza, non nella morte e nella colpa ma nella vita e nella bontà dell'uomo. Giunto ai limiti, mi pare meglio tacere e lasciare irrisolto l'irrisolubile. La fede nella risurrezione non è la soluzione del problema della morte. L'aldilà di Dio non è l'aldilà delle nostre possibilità di conoscenza. La trascendenza della gnoseologia non ha nulla a che fare con la trascendenza di Dio. Egli è al di là in mezzo alla nostra vita. La chiesa non risiede là dove la capacità dell'uomo non ce la fa più, ai confini, ma in mezzo al villaggio " ("Resistenza e resa", lettera 16.7 del 1944)
|
|
|
Gesù visse fra i suoi nemici e così deve fare anche un cristiano. Il periodo che intercorre tra la morte di Cristo e il giudizio universale è solo una anticipazione concessa dalla Grazia di Dio, se dei cristiani già qui possono vivere insieme con altri cristiani in comunità. “Comunione Cristiana è comunione per mezzo di Gesù Cristo e in Gesù Cristo” “Chi guarda il fratello sappia che è unito eternamente a lui in Gesù Cristo.” “La comunità: non è un ideale umano ma realtà divina…. Infinite volte una comunità si è spezzata perché viveva di un ideale. La forza del signore farà crollare tutti questi ideali." "Dio ha posto una volta per sempre l'unico fondamento della nostra comunione. Dio ci ha uniti in un sol corpo in Gesu' Cristo, molto prima che non entrassimo a far parte di una comunit' con altri cristiani.[...] Comunione cristiana non e' un ideale da realizzare, ma una realta' data da Dio in Cristo." ( da Gemeisames Leben, "Vita comune")
|
|